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LUG 25 2018
La mia lotta
L’ho scritto in Italiano per non suscitare scalpore già dal titolo. In realtà il testo in tedesco è illuminante, cinico e lucido. Magari avessimo, noi che non governeremo per almeno dieci anni, un barlume di quella capacità di osservare e comprendere cosa sta succedendo. Leggere!!! Alcuni concetti; sarebbero banali se ci capitasse una volta di sentirli … Metafora 1 Sono felice di vivere su un’immensa isola deserta; ho tutto: frutta e verdura crescono spontaneamente in abbondanza e quando vado a fare il bagno la cena mi nuota tra le gambe. Il posto è sicuro e anche l’acqua è abbondante. Arriva un’altra persona e mi dice: “Scusa, pacificamente, posso fermarmi anch’io sull’isola? Io e nessun altro!” Ci penso un attimo e poi mi dico “Ma cosa me ne importa!” e gli rispondo di sì. Metafora 2 a)      Un camion scarica dei sacchi di grano per permettere la sopravvivenza, contro la fame, di due famiglie colpite dalla carestia. Passa una volta al mese. La quantità di grano scaricata permette appena, ad ogni famiglia, di sopravvivere un mese. I due capifamiglia sono disposti a dividere il grano scaricato in due metà. b)      Un camion scarica dei sacchi di grano per permettere la sopravvivenza, contro la fame, di due famiglie colpite dalla carestia. Passa una volta al mese. La quantità di grano scaricata permette appena, ad ogni famiglia, di sopravvivere venti giorni. I due capifamiglia non sono disposti a dividere il grano scaricato in due metà e fanno la guerra. Conclusione: la percezione del rapporto tra risorse disponibili e fabbisogno determina la tipologia di relazione suddividendole tra possibili (percorribili) e non. Commento: qual è la risorsa carente in questo momento; semplice è il lavoro. Il lavoro è l’unica via ragionevole per potersi procurare tutte le altre risorse materiali (e anche spirituali in qualche modo) necessarie. Orizzonti socioeconomici incerti, multinazionali che adottano software di reclutamento e gestione del personale indegni, corruzione nella politica e nelle istituzioni, nepotismo, senso di inadeguatezza di fronte a richieste del mondo del lavoro la cui parole d’ordine sono (solo) “innovazione”, “startup”, “eccellenza”, “informatizzazione”, definiscono un contesto di assoluta precarietà dove è ragionevole si provi paura per il futuro, paura che il grano distribuito “non permetta di arrivare in fondo al mese”. Dal punto di vista logico formale la solidarietà può venire solo dopo la conferma della possibilità di esistenza (sopravvivenza) perché, in ogni caso, qualcuno che cessa di esistere non può (più) essere solidale. Se la solidarietà verso gli altri fosse il sentimento più frequente tra la platea politica, e non la paura e l’aggressività, ce ne saremmo accorti dopo il voto! Corollario 1: instillare la paura e creare confusione nell’informazione diventa la strategia politica “populista”, nel senso che tutte le persone che subiscono l’informazione ne potranno essere influenzate seguendo chi propone soluzioni semplici (semplicistiche) e conservative. Corollario 2: i social media sono stati creati per dar voce (sfogo) a chi non poteva partecipare (letteralmente aver / prendere parte); due i sentimenti appartenenti alla maggior parte degli utenti: rabbia (innescata dall’improvvisa libertà di accesso all’informazione) e senso di protagonismo (per chi protagonista non lo è mai stato). Per questo non si usano i social per comunicare informazioni che non siano critiche e satire feroci e violente e tantomeno per presentare “progetti”. Corollario 3: per attrarre l’altro pubblico è necessario fare, appunto, il contrario. Di seguito.
  1. Presentare soluzioni complesse perché realistiche e percorribili.
  2. Non indulgere in critiche, litigi, atti comunicativi banali e vuoti di senso ma pieni di luoghi comuni; questo a tutti i livelli e in tutte le relazioni.
  3. Uscire dalla trappola comunicativa dei social.
Ovviamente questo al netto delle qualità di impegno, trasparenza e competenza che dovrebbero essere proprie (il solo motore …) di chi si candida a cariche istituzionali. Se non si cerca questo elettorato (riportandolo al voto e all’impegno) sarà la catastrofe perché la declinazione e l’applicazione delle soluzioni “populiste” non funzionerà! Si è recentemente detto che presto la rete sostituirà il parlamento … Al di là del fatto che in questo parlamento, a mio avviso, siedono molti cialtroni, la cosa mi fa orrore. Chiunque con un clic andrebbe a decidere sulle politiche di approvvigionamento energetico, sugli orientamenti in campo bioetico, sulle … politiche per la gestione dell’immigrazione. Finiamola! A parte che nel nostro paese ci sono dei problemi di trasparenza anche per il televoto al Festival di Sanremo, “Uno vale uno” va bene se dobbiamo decidere che formato di pasta si mangia stasera. Diciamolo! I temi odierni sono troppo complessi e impattanti per far prendere decisioni a ognuno di noi che è ignorante di default, tranne che nel “suo campo” e spesso anche in quello o in assoluto. La popolazione deve poter scegliere solo gli orientamenti generali. Sono un ex iscritto al PCI ed ex sindacalista. A vent’anni cantavo allo stadio El pueblo unido jamàs serà vencido … e sono ancora così.
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